Alessandro Piras: “Mi è mancato vivere il mondo CUS. Nel girone di ritorno dobbiamo cambiare l’approccio mentale”

Domenica si è concluso il girone d’andata del campionato di Serie C Silver per il CUS Sassari nella sezione basket. I sassaresi, questo fine settimana osserveranno infatti un turno di riposo e avranno così il tempo per preparare il match della prossima settimana contro il Sant’Orsola.
Per commentare il girone d’andata è intervenuto Alessandro Piras, giocatore esperto per la categoria e da 4 anni in maglia CUS.

Il CUS Sassari è tornato in Serie C dopo diversi anni e domenica avete concluso il girone d’andata: 2 vittorie e 6 sconfitte in 8 partite. Come reputi questa prima parte di stagione?

Abbiamo lasciato almeno sei punti per strada e, nonostante le tante attenuanti (inesperienza, infortuni, lo stop causa Covid), dobbiamo ricordarci che la classifica e gli avversari non badano a queste cose e dobbiamo sempre farci trovare pronti. Al girone di ritorno servirà un cambio di approccio mentale sia in allenamento che in partita.

Avete dimostrato più volte di potervela giocare con tutti e le sconfitte di misura contro Esperia e Ferrini, ne sono la testimonianza. Pensi che nel girone di ritorno possano arrivare più vittorie?

Me lo auguro, perché lavoriamo tanto in palestra e c’è sempre tanto entusiasmo: sono convinto che l’allenamento riesca sempre a dare i suoi frutti. Il cambio di mentalità deve passare soprattutto contro le squadre alla nostra portata, che sono quelle con cui abbiamo fatto le prestazioni peggiori.

Siete una squadra molto giovane, ma la presenza di giocatori esperti come te e Dellacà è certamente utile per i meccanismi della squadra. Come ti senti a essere tra i più esperti del gruppo?

Il gruppo è davvero fantastico: questo è il mio terzo anno al CUS (il quarto se consideriamo anche l’anno scorso, che non abbiamo disputato nessuna partita) e in quest’ambiente ci si sente a casa. Mi piace allenarmi con i ragazzi e cercare di aiutarli, non solo dal punto di vista tecnico, ma sopratutto da quello umano e morale specialmente in questo periodo che per gli adolescenti e i ragazzi in generale è particolarmente critico.

Ci sono rimpianti per i risultati di questa prima parte di stagione?

Aver perso di 3 con Esperia e di 1 con la Ferrini dà fastidio, ma quello fa parte del gioco e siamo usciti dal
campo orgogliosi per aver dato tutto. Il rimpianto è non aver approcciato bene a Calasetta e contro la Torres: non ci si può permettere certe distrazioni in un campionato breve e intenso come questo.

Com’è stato riprendere a giocare dopo un anno e mezzo di inattività dopo al COVID? E come ti sei tenuto in forma durante la pausa per far sì che potessi tornare in forma sul parquet?

Riprendere è stato bellissimo e allo stesso tempo strano. Tornare a calcare il parquet con arbitri e avversari, all’inizio ha spaesato un po’ tutti, specie noi che eravamo quasi due anni senza giocare. Ho cercato di non esagerare col cibo soprattutto in settimana, anche se riprendere con gli allenamenti è stato comunque durissimo, sopratutto per noi dinosauri (ride ndr).

In conclusione volevo aggiungere che la cosa più bella è stata rientrare in gruppo: qui si sta bene, ci sono valori e rapporti che vanno oltre il campo, che seguono il senso vero di sport e socialità. La cosa che mancava di più durante il blocco è stata proprio questa, vivere tutto il mondo del CUS Sassari fatto di persone fantastiche e sincere.

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